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Giorgio Bonaguro

Il Diario di Giorgio Bonaguro, industrial & interior designer, giurato di MM Award 2023. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

Diario di: @bonagurogiorgio

Giorgio Bonaguro
Courtesy by Giorgio Bonaguro
1. Da ingegneria meccanica al product design. Quali sono le connessioni tra queste due discipline, che hanno intersecato la sua vita professionale? Cosa c’è di ingegneristico nel suo design?

Direi che senza dubbio uno dei principali punti di intersezione è la ricerca sui materiali: mi piace sperimentare con essi, capirne caratteristiche e proprietà tecniche per vedere come poterle applicare ai prodotti.

Giorgio Bonaguro
Courtesy by Giorgio Bonaguro
2. Lavora tra l’Italia e il Brasile nel campo dell’arredamento, dell’interior e dell’exhibition design. Quali sono le contaminazioni tra questi 2 mondi?

Il Brasile è un paese ricco di cultura e folklore nate dall’unione di popoli differenti. L’Italianità è sicuramente uno degli ingredienti della “Brazilianità”, cosa che mi ha sempre affascinato di questo paese. Nel mio lavoro di designer “tra le due sponde dell’Atlantico” cerco di evidenziare e rafforzare questo legame, ad esempio ispirandomi all’Italia per fare dei progetti in Brasile, e ispirandomi alla cultura tropicale per sviluppare dei prodotti in Italia.

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Courtesy by Giorgio Bonaguro
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3. Se concepissimo il “suo” Brasile come un moodboard, di che immagini si comporrebbe? Quali sono dei designer, architetti o artisti contemporanei brasiliani che dovremmo conoscere?

Il “mio” Brasile in moodboard avrebbe immagini di Niemeyer, Lina Bo Bardi, Paulo Mendes da Rocha, Sergio Bernardes, Affonso Reidy, Joa Vilanova Artigas, Jorge Zalszupin, Sergio Rodrigues, Jean Gillon, Joaquim Tenreiro, Geraldo de Barros, Henrique Oliveira, Helio Oiticica, Lygia Pape, Sergio Camargo.

Giorgio Bonaguro
Courtesy by Giorgio Bonaguro
4. La figura del designer può essere accostata a quella dell’inventore del nuovo, oppure a ri-editore del “bel design” del passato. In quale delle 2 categorie si colloca? Qual è il suo rapporto con il nuovo? E con il vecchio?

Penso che il designer possa essere un “innovatore” della tradizione! Il maestro dell’architettura portoghese Alvaro Siza dice che la tradizione è il fondamento dell’innovazione. Penso che questa sia una strada interessante. Il “vecchio” è una fonte di materiali, tecniche e idee che possono aiutare a sviluppare e migliorare il “nuovo”.

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Courtesy by Giorgio Bonaguro
5. Si definisce una persona metodica? Qual è una pratica che la fa stare bene?

Non mi considero una persona totalmente metodica, a volte mi lascio trascinare dall’istinto o dagli stimoli esterni, ma, ad esempio quando devo disegnare un nuovo prodotto, cerco di seguire alcune regole per sviluppare le mie idee. Quando posso visito mostre o luoghi particolarmente interessanti dal punto di vista culturale e paesaggistico, mi aiuta a rilassarmi da un lato, e ad ispirarmi dall’altro.

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Courtesy by Giorgio Bonaguro
6. Escludendo per un attimo il mondo del product design, c’è qualche altro ambito per il quale le piacerebbe disegnare? Qualcosa che non ha mai fatto e che invece adesso vorrebbe esplorare?

Mi piacerebbe molto disegnare prodotti legati allo streetwear o sportswear, come tavole da surf o occhiali da sole. Vorrei anche sperimentare nuovamente nel mondo del gioiello – cosa che ho fatto solo una volta alcuni anni fa, quando sono stato invitato a disegnare in occasione dell’apertura del Museo del Gioiello di Vicenza dai curatori stessi -.

 

Giorgio Bonaguro
Courtesy by Giorgio Bonaguro
7. Quali sono i suoi elementi identitari? Sono sempre stati questi o sono cambiati nel corso del tempo?

La ricerca sui materiali, anche combinandone alcuni con differenti caratteristiche, il rispetto per la tradizione e l’ispirazione che arriva dal mondo dell’architettura moderna e dall’arte, che cerco di esprimere il più possibile attraverso prodotti caratterizzati da forme semplici ed eleganti.

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Courtesy by Giorgio Bonaguro
8. Nelle vesti di giudice di MM Award, quali sono le caratteristiche che ricercherà nei progetti dei candidati? Quali sono le caratteristiche di un creativo che oggigiorno fanno la differenza?

Nei progetti dei candidati al MM Award cercherò passione, prima di tutto, unita il più possibile a una cultura del progetto e a una voglia di sperimentare – sempre legata alla funzionalità e al “bello” -. Credo che oggi un creativo debba cercare la propria identità: il design è uno, come diceva Vignelli, è una disciplina molto chiara, la differenza la fa chi riesce ad imporre una propria identità rispettando questa disciplina.

9. Lei è un grande viaggiatore. Se dovessimo attualizzare il concetto di “Grand Tour” settecentesco ai tempi d’oggi, quali sarebbero le tappe privilegiate di questo viaggio?

Oltre a incontestabili luoghi riconosciuti per la loro bellezza artistica e culturale, secondo me altre tappe sarebbero i “luoghi del fare”, intesi come quelle aziende o quei laboratori dove si producono splendidi oggetti di artigianato, tanto in Italia quanto all’estero.

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Courtesy by Giorgio Bonaguro
Giorgio Bonaguro
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10. Qual è un oggetto della sua casa al quale non rinuncerebbe mai? Qual è il ricordo legato ad esso? Ci manda una foto scattata da lei?

Purtroppo in questo momento non posso rispondere a questa domanda, in quanto sto cambiando casa. O meglio, posso dirvi qual è il mio desiderio legato alla mia nuova casa: che sia una collezione di prodotti non solo miei, ma anche di tanti colleghi e amici di cui conosco e apprezzo il lavoro, in modo da conservare un po’ della loro ispirazione e della loro arte, e allo stesso tempo ricordare momenti piacevoli che ho vissuto con loro.

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