issue #40: Rethinking classics
A volte occorre rimettere in discussione le icone, i grandi classici, i lavori apparentemente intoccabili creati dai maestri “sacri”. Questo perché “tutto cambia: la nostra società e il modo in cui viviamo, interagiamo, viaggiamo, lavoriamo”. Ne parliamo con il designer Sebastian Herkner.
Benvenuti in Caleido, il diario su persone straordinarie curato da MM Company. / Leggi qui l’Editor’s letter

CALEIDO
Lei è attratto da piccoli angoli remoti, in cui spesso si nascondono tecniche artigianali quasi dimenticate, manifatture con una tradizione secolare, bellezze artigianali assopite che vuole (e riesce) a risvegliare dal loro sonno. Se dovesse scrivere qualche nota in una pagina di diario, potrebbe raccontarci la sua esperienza in merito?
SEBASTIAN
Come designer sono guidato dalla curiosità. La curiosità di scoprire tecniche rare o i momenti che rendono la nostra vita unica ed emozionante. Voglio creare tesori, non prodotti. Voglio che le persone apprezzino i miei progetti e ne comprendano l’origine. Ogni oggetto ha un valore personale che aggiungo con il supporto di straordinari artigiani in tutto il mondo. Loro sono un’enorme fonte di ispirazione. Sono esperti nel fare qualcosa di specifico, con molta passione, energia, know-how, sudore e dedizione. C’è una signora in Germania che fa intarsio di paglia, formatasi in Francia, una tecnica che risale al XVIII secolo. Le ho commissionato un nuovo piano per i miei Bell Tables per @classicon. Suo padre ha sviluppato una macchina speciale per tagliare la paglia e appiattirla, cosa che prima veniva fatta a mano. I pezzi di paglia appiattiti devono essere tagliati con precisione e posizionati uno accanto all’altro sul piano del tavolo. A Taiwan ho incontrato un uomo anziano di 80 anni che produceva mobili in bambù usando ora solo viti e tasselli di bambù. Era un maestro nel creare le forme più difficili.


CALEIDO
Uno dei suoi obiettivi è il design di oggetti di uso quotidiano. Quali sono i fattori chiave e a lungo termine del suo lavoro? Lei parla spesso di “equilibrio e intuizione”… Ce ne può parlare? Come/dove cerca questi fattori e come li combina?
SEBASTIAN
Disegno oggetti per le persone. Il momento più bello è sempre quello di camminare per una città e trovare i tuoi progetti in un ristorante, per esempio, e vederli in azione, utilizzati da persone che aggiungono una storia e dei ricordi al prodotto. Il processo di progettazione è molto personale e seguo la mia esperienza e il mio intuito. Non vedo il design come un lavoro, è una passione, il mio modo di esprimermi. È molto personale, per questo amo collaborare con piccole fabbriche o produttori per lavorare fianco a fianco. Il design è comunicazione e dialogo a tutti i livelli. Quello tra la penna e la mia mano, il modo spontaneo di disegnare in cui appaiono forme inaspettate. Poi il dialogo con il mio team e la traduzione dei miei schizzi con il software 3D. Preferisco l’equilibrio in vari modi tra digitale e analogico, tradizione e innovazione, artigianato e tecnologia. Non voglio creare alieni. Credo che un buon design debba avere un momento in cui ci sentiamo a nostro agio, ma anche sorpresi o addirittura irritati.
“Attraverso l’irritazione iniziamo a confrontarci
e ad interagire con qualcosa”.


CALEIDO
E se questi oggetti di uso quotidiano appartenessero al passato? Come si ripensano i classici del design (cfr. Thonet)? Quali riflessioni e quali passi ha compiuto in questo lavoro? C’è qualcosa che l’ha particolarmente colpita?
SEBASTIAN
Lavorando con @thonet_official, forse la più antica azienda di arredi, si ha a che fare con una forte eredità, ma dall’altro lato si scopre un’incredibile conoscenza. Thonet ci ha contattato nel 2017 per progettare una nuova sedia semplice in legno massiccio per la sala da pranzo. Per noi è sempre necessario comprendere un marchio, la sua storia e la sua identità e definire una visione comune. Era importante dunque che il nuovo design avesse gli attributi di Thonet ma fosse anche guidato dal nostro linguaggio di design. Gli elementi curvati a vapore e il famoso vimini Thonet per la seduta erano solo due dettagli importanti che volevamo aggiungere. L’idea era quella di creare una sedia da pranzo semplice ma elegante. Durante lo sviluppo mi è venuta l’idea di dare alla sedia una personalità molto forte rifinendola con colori lucidi. Si trattava di una novità 2018 per il mercato e ha sicuramente fatto tendenza. Ad oggi la collezione è in continua crescita e due anni fa abbiamo introdotto la poltrona lounge 119 e recentemente la sedia da pranzo 118 FV con bracciolo.


CALEIDO
Nel suo lavoro di designer, c’è qualcosa che la preoccupa particolarmente? Qualcosa da cui sfugge?
SEBASTIAN
All’inizio c’è sempre un contatto personale con il marchio, il proprietario, il direttore del design ma anche le persone che lavorano nei laboratori. Devo sentirmi accolto e a mio agio. In secondo luogo, credo nella collaborazione e nel lavorare insieme a una visione. Non voglio disegnare solo un nuovo oggetto di tendenza, voglio creare qualcosa di concreto, un tesoro. Ci sono molti aspetti che devo capire e controllare. Dove si trova il luogo di produzione, quali sono le condizioni delle persone, se l’approvvigionamento dei materiali è sensato, se la qualità è in linea con le mie aspettative, se l’azienda ha un servizio di riparazione per gli articoli rotti o se è disposta a rivestire un divano dopo un paio d’anni. Il processo di progettazione è legato a tutte le domande che devo porre e a cui devo rispondere. Non ho mai fatto una sedia di plastica per interni e non la farò mai. Non ha senso per me.
“Voglio usare sempre il materiale migliore e giusto per il prodotto, un materiale che invecchia in modo positivo e che dura per sempre.”



CALEIDO
Se dovesse esprimere un desiderio professionale, c’è un pezzo di design classico che le piacerebbe reinterpretare? Quale e perché? Quali sono i ricordi associati a questo pezzo?
SEBASTIAN
In realtà non lo so e non ne vedo la necessità. Stiamo tutti cambiando, come la nostra società e il modo in cui viviamo, interagiamo, viaggiamo, lavoriamo… Penso che dovremmo trovare nuove soluzioni e risposte a queste realtà in evoluzione.

CALEIDO
Qual è un oggetto della vostra casa al quale non rinuncerebbe mai? Qual è il ricordo ad esso associato? Può inviarci una foto scattata da lei?
SEBASTIAN
Sono molti i souvenir che ho acquistato durante i viaggi in varie culture e Paesi. Souvenir che usiamo nella nostra vita quotidiana e che sono sempre ottimi spunti per le conversazioni. Come le insalatiere colombiane o i bicchieri giapponesi che usiamo nelle cene con gli amici.
Sebastian Herkner: my suggestions


*Ledermuseum, un museo dedicato all’artigianato del cuoio, che è collegato alla storia della città, in quanto luogo tedesco di produzione del cuoio (borse, portafogli…).








