POSTCARD

Postcard di Joseph Wolfgang Ohlert

issue #11: plural beauties

Caleido racconta il Diario di viaggio di Joseph Wolfgang Ohlert che con la fotografia analogica ritrae personalità eterogenee che appartengono all’arte e alla cultura queer. Benvenuti in Caleido, diario d’ispirazione che contiene molte storie: di persone creative, di tendenze, di viaggi, di oggetti. / Leggi qui l’Editor’s letter

Diario di: @jwo_studio

Postcard di Joseph Wolfgang Ohlert
Joseph Wolfgang Ohlert @jwo_studio
1. Nel suo lavoro ama indagare le eterogenee personalità dei soggetti che fotografa. Ce n’è qualcuna che l’ha particolarmente incuriosita?

La scorsa estate ho visitato Malta con il mio ragazzo. Sapevo che avrei fatto delle belle foto, ma ho finito per usare tonnellate di pellicola fotografica. E lui era d’accordo. Mi piace quando la persona che fotografo si fida della mia visione e mi lascia fare ciò che sento. Il mio lavoro è un misto di momenti inscenati e autentici. La scorsa estate ho fotografato François Sagat, un’icona queer e un ragazzo super dolce e affascinante. L’ho visto per la prima volta nel film L.A. Zombie di Bruce LaBruce e da allora sono rimasto affascinato da lui. Non solo ha fatto del porno, ma ha costantemente ridefinito la mascolinità e ha sfidato le norme di genere. Ero così felice quando ha confermato di fare un servizio fotografico a casa dei miei amici! Abbiamo scattato molte foto, alcune delle quali verranno presto mostrate nella mia galleria. Stampo dei primi piani di membri maschili sulla seta e li lascio fluttuare nel vento in mezzo alla stanza. L’ho già mostrato in un’altra mostra anni fa. “Dance with the cock” ma voglio spingermi oltre ora, vedremo.

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Joseph Wolfgang Ohlert @jwo_studio
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Joseph Wolfgang Ohlert @jwo_studio
2. Bellezza e bellezze, non solo in senso prettamente estetico. Che cosa la attrae di una persona? In che modo sta evolvendo l’immaginario collettivo?

Spesso mi piace farmi sorprendere da chi fotografo. Può essere chiunque: una persona di una bellezza più comune, una celebrità trash, o la persona della porta accanto. Posso fotografare tutti, e fondamentalmente è ciò che faccio. I miei ritratti sono sempre anche degli autoritratti, in quanto siamo tutti parte della vita degli altri. In fondo, siamo tutti uguali: vogliamo essere amati e poter condividere qualcosa. Connettere le persone e collaborare con altri creativi è il mio scopo nella vita.

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Joseph Wolfgang Ohlert @jwo_studio
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3. Immaginando di dover inviare una cartolina dal suo “viaggio” (in senso figurato) tra le persone che ha fotografato in questi anni, a chi la invierebbe? Che messaggio scriverebbe?

I significati profondi forzati o ovvi mi annoiano. “Mi piacerebbe tornare. Il tempo è fantastico, il cibo delizioso e non vedo l’ora di rivederti“. Mia nonna lo apprezzerebbe.

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Joseph Wolfgang Ohlert

Il fotografo Joseph Wolfgang Ohlert è nato nel 1991 a Prien am Chiemsee (Baviera/Germania). All’inizio del 2016 ha auto pubblicato il suo primo libro fotografico “Gender as a Spectrum” che ha ricevuto una grande attenzione da parte dei media ed è stato esposto in varie mostre. Lavorando esclusivamente con la fotografia analogica, la sua priorità chiave è sempre quella di presentare le persone che posano per lui esattamente per come sono. Parallelamente al suo lavoro nel campo fotografico si è dedicato più recentemente a progetti artistici e nel 2017 ha aperto la sua galleria/studio “P7 GALLERY” a Berlino dove si svolgono diversi eventi di arte e fotografia.

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