issue #52: Intangible value
In che cosa risiede il valore degli oggetti? Nella loro funzione o nel significato simbolico che evocano? Ne parliamo con il designer Roberto Sironi, il cui approccio intreccia antropologia, archeologia e tecnologia. Buona esplorazione!
Benvenuti in Caleido, il diario su persone straordinarie curato da MM Company. / Leggi qui l’Editor’s letter

CALEIDO
Nella Issue 50 di Caleido Diary, dedicata alla Design Week, abbiamo scelto lei come extraordinary person, per il forte potere simbolico dei suoi progetti (tra cui Hypercode, per cc-tapis). In che cosa si ritiene “straordinario”, inteso come “fuori dal comune”?
ROBERTO
Il mio percorso di ricerca mi porta ad esaminare la complessità delle cose da diverse prospettive. Per fare questo ho bisogno di studiare altre discipline, che possono essere, ad esempio, l’antropologia, l’archeologia o l’alchimia. Io credo fermamente nella figura del designer che, in qualità di medium tra i vari campi del sapere, ha l’onere di tradurre le proprie piccole o grandi scoperte in progetto.

CALEIDO
Nel suo manifesto scrive che “la materia viene investigata e manipolata attraverso un approccio antropologico”. Tale studio dell’uomo, delle culture e tradizioni umane, in che modo si manifesta nel suo lavoro?
ROBERTO
L’approccio al progetto è sempre antropologico: c’è sempre una riflessione sul potenziale significato del progetto in relazione all’essere umano, considerando i molteplici aspetti storici, culturali e sociali che afferiscono all’antropologia.
Questo non significa essere
antropocentrici, significa contemplare il progetto
da un punto di vista “umano”,
con la responsabilità e la consapevolezza
di vivere in un mondo multispecie.



CALEIDO
Lei è un profondo osservatore dei comportamenti umani, delle abitudini e dei rituali quotidiani. Quali nota essere le evoluzioni più significative che stiamo vivendo? In che modo sta evolvendo il rapporto tra esseri umani e gli oggetti? Parlando invece di lei: che rapporto ha con gli oggetti?
ROBERTO
Io credo nel potere simbolico degli oggetti, l’aspetto funzionale è relativamente interessante per me. Mi interessa invece la relazione emozionale tra oggetto ed essere umano, dove il mio traguardo è creare artefatti che possano innescare questo interscambio. Gli oggetti più potenti sono quelli che riescono con costanza ad alimentare emozioni, riflessioni e sensazioni – mentre considero per esempio lo smartphone un oggetto energivoro, anche se ovviamente nessuno può farne a meno.



CALEIDO
Ruins (Carwan Gallery, in collaborazione con IN Residence e Fonderia Artistica Battaglia) è una serie che mixa rovine classiche e frammenti contemporanei. Qual è la relazione tra Archeologia e Futuro? Qual è l’importanza della storia/classicità per la costruzione della società del futuro (penso anche al risvolto formativo/scolastico, sempre più bramoso di fornire “strumenti utili”)?
ROBERTO
Io credo nel presente e nel futuro come forma di metabolizzazione del passato e nella ciclicità degli eventi storici. Per questo, per me, la storia rimane un’inesauribile fonte di informazioni e insegnamento. Questo non significa guardare al passato con nostalgia, ma selezionare e prendere ciò che serve per modellare il futuro.



CALEIDO
Tali rovine, o monumenti in senso lato, sono dei pezzi unici, e come tali incorporano delle connotazioni simboliche e culturali. Che rapporto ha con i Simboli e la simbologia? In che modo interviene la componente simbolica nei suoi lavori?
ROBERTO
Credo che nei miei progetti il valore simbolico superi quello funzionale. I simboli mi interessano perché sintetizzano e incorporano una serie di valori, di apparati. Per questo sono così coinvolto dai segni, dal lasciare un segno, dal creare ultra-segni. Che sia un tag su cemento o una pittura rupestre parietale, mi interessa la forza insita nel segno come enunciato, come presenza, come forma catartica di espressione.


CALEIDO
In un rapporto così profondo con il significato concettuale delle cose, che spazio trovano invece la materia e la fisicità?
ROBERTO
Le due cose sono strettamente collegate. Lo possiamo vedere limpidamente nell’arte povera, per esempio, dove il concetto è espresso attraverso la materia. Oppure nelle parole di Pinuccio Sciola, quando parlava del marmo come “memoria dell’universo”, materia che incorpora informazioni geologiche, e quindi temporali, aldilà delle caratteristiche fisiche.
La materia è presenza,
è essenziale per il dialogo tra l’essere umano
e l’oggetto, nel bene e nel male è sempre un’eredità
che lasciamo nel mondo.

CALEIDO
Se non fosse un designer, che lavoro farebbe? Perché?
ROBERTO
Farei il designer, non potrei essere altro.

CALEIDO
Se dovesse scappare con un oggetto in mano, quale sarebbe? Ci manda una foto scattata da lei?
ROBERTO

Roberto Sironi: my suggestions


*Una fabbrica abbandonata, possibilmente in rovina









