issue #48: Liberty
L’High Coffee tra Marco Magalini, Editor-in-chief di Caleido, e Carla Sozzani, una delle figure più caleidoscopiche della moda, affronta il tema della Libertà creativa. Ovvero di come affrancarsi da condizionamenti e preconcetti per perseguire la propria visione e cogliere aspetti inediti della società contemporanea per trasformarli in ispirazione.
Benvenuti in Caleido, il diario su persone straordinarie curato da MM Company. / Leggi qui l’Editor’s letter
Ho sempre colto in @carlasozzani l’essenza pura di quel concetto di “visione caleidoscopica” che ha ispirato la nascita di Caleido Diary. Nella sua vita ha fatto molte cose – dall’ideazione pionieristica del concept store, all’innovazione nell’editoria di moda, fino all’elevazione della fotografia ad espressione artistica attraverso innumerevoli esposizioni – ma soprattutto non ne ha fatta una: lasciarsi condizionare dai preconcetti o consuetudini; riuscendo così ad essere Libera.
Nell’approssimarmi a questo incontro, era chiaro il mio intento: evitare la consueta retrospettiva della sua straordinaria carriera (già ampiamente documentata in molti articoli come questo e nel volume “Carla Sozzani. Arte, vita, moda” di Louise Baring per L’Ippocampo), privilegiando invece un dialogo sugli aspetti più profondi della sua visione creativa; con un approccio atemporale, in piena sintonia con la filosofia di Caleido.
Ci ha accolti nella sua @fondazionesozzani (il luogo che considera la sua “vera casa”), al civico 87 di via Bovisasca a Milano. Qui, dopo aver visitato l’immenso atelier dell’artista newyorkese @kris.ruhs, ospitato in una sezione dell’edificio, abbiamo conversato nel suo ufficio: uno spazio che si rivela essere un autentico “Diario di viaggio”, tradotto in forma architettonica.
Se preferite, potete ascoltare l’intervista in formato Podcast su Spotify






Helmut Newton ©Fondazione Sozzani







CALEIDO
Inauguriamo una nuova formulazione per questa domanda, che abbiamo fatto a tutti i nostri ospiti: Se dovesse scappare con un oggetto in mano, quale sarebbe? Ci manda una foto scattata da lei?
CARLA
Mia mamma aveva un vaso di Venini degli anni ’40, il “Fazzoletto”. Era sempre stato a casa sua, e, da allora, lo porto sempre con me. C’è poi anche una foto di Man Ray, che mi accompagna ovunque. È stata con me a Vogue, a Elle, a Corso Como e ora è qui. Non mi ha mai lasciata.

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