SCENARIO

Caleido Editor’s letter #4: unicità

Caleido Editor’s letter #4: unicità

Unicità. Un concetto che resta in testa, anche a riflettori spenti. Sanremo è un po’ come una foto che fornisce uno spaccato autentico e abbastanza fedele dell’Italia contemporanea nella quale viviamo. Sanremo è il palcoscenico sul quale questo reportage sociologico prende corpo, e che ogni anno si arricchisce di nuove pagine, ma a renderlo possibile ed efficace sono le persone: il direttore artistico che compone l’alchemico intruglio di eventi che si susseguono sotto i riflettori, gli artisti con le loro parole e performance, gli ospiti speciali, l’orchestra, la moda (che a Sanremo torna a vivere sulla “carne”).

Sanremo 2022 ci ha raccontato molte cose: l’energia nazional-popolare che riaffiora dopo un periodo buio, la constatazione del fatto che le nuove generazioni hanno già superato certi stereotipi di genere, e che invece alcune precedenti sono ancora troppo impaurite per affrontarle in prima serata (ma apprezziamo lo sforzo), alcuni vecchi meccanismi che persistono pur cercando nuove forme espressive, i tentativi (talvolta un po’ goffi) di essere davvero inclusivi. Insomma, i compromessi della nostra Italia ci sono tutti.

Drusilla Foer, ph. Serena Gallorini
Drusilla Foer, ph. Serena Gallorini

Ci sono però due cose, su tutte, che voglio annotare permanentemente nelle pagine digitali del diario “caleidoscopico” che è Caleido.

Da un lato la contagiosa voglia di futuro, con una concentrazione elevatissima di giovani (sia in termini anagrafici che di maturità artistica) sul palco: Irama è nato nel 1995, Blanco (che ha vinto con Mahmood) nel 2003, e molti sono i nati dopo il 2000, come Sangiovanni, Aka7even, Matteo Romano (star di TikTok).

Dall’altro la capacità della musica (e dintorni) di farsi carico di tematiche sociali come quella dell’inclusione. In anni passati sarebbe stato impensabile arrivare al grande pubblico con tematiche come queste tramite un palco pop e politicizzato come quello dell’Ariston. Ora, invece, è anche qui che si combattono le battaglie sociali arrivando a dialogare con decine di milioni di italiani: con cultura, musica, determinazione e una certa dose di arguzia. Con parole sagaci come quelle di Drusilla Foer, performance sceniche di intensità emotiva (e fisica) come quelle di Mahmood e Blanco, Francesca Michielin prima donna a condurre l’orchestra, o ai look che se ne infischiano di stereotipi di genere (penso al completo di Achille Lauro indossato durante la serata finale). Piccoli-grandi gesti di libertà che dovrebbero essere del tutto normali, neanche degni di nota, come ha dichiarato Emma, ma che non lo sono ancora. E dunque, almeno per ora, vanno evidenziati.

Caleido Editor’s letter #4: unicità
Caleido Editor’s letter #4: unicità
Caleido Editor’s letter #4: unicità
Caleido Editor’s letter #4: unicità

Chiudo con 3 passaggi del monologo di @drusillafoer, che vorrei trascrivere nelle pagine del diario di Caleido, cosicché possano essere rilette anche quando le “Stories” spariranno dopo 24 ore:

“La parola diversità non mi piace – ha subito chiarito – ha in sé qualcosa di comparativo e una distanza che non mi convince. Ho cercato un termine per sostituirla e ho trovato unicità, mi piace, piace a tutti, perché tutti noi siamo capaci di notare l’unicità dell’altro e tutti pensiamo di essere unici. Ma per comprendere e accettare la propria unicità è necessario capire di cosa è fatta, di che cosa siamo fatti noi, certamente delle cose belle, ambizioni, valori, convinzioni, talenti”.

“Non è affatto facile, ma vanno prese per mano tutte le cose che ci abitano e portate in alto, nella purezza della libertà. Tentiamo insieme l’atto più rivoluzionario che c’è: l’ascolto di se stessi, delle nostre unicità, per essere certi che le nostre convinzioni non siano solo delle convenzioni”.

“Facciamo scorrere i pensieri in libertà e senza pregiudizio e senza vergogna. Facciamo scorrere i sentimenti con libertà e liberiamoci dalla prigionia dell’immobilità. Immaginate se il mondo non ruotasse e fisso stesse, se tutto il buio fosse nero pesto”.

Drusilla Foer, ph. Serena Gallorini
Drusilla Foer, ph. Serena Gallorini
Benvenuti in Caleido, destinazione itinerante per menti creative. Un rifugio pacifico nel quale leggere e ascoltare, approfondire, scoprire e lasciarsi ispirare. Il caleidoscopio come immagine simbolica che, con maggior intensità, racconta la visione di MM Company.
Caleido Editor’s letter #4: unicità

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